Mercoledì 4 dicembre 1996
[875] 1. Pur essendo avvenuta per opera dello Spirito Santo e di una Madre Vergine,
la generazione di Gesù, come quella di tutti gli uomini, ha conosciuto
le fasi del concepimento, della gestazione e del parto. Inoltre la maternità
di Maria non si è limitata soltanto al processo biologico del generare,
ma, al pari di quanto avviene per ogni altra madre, ha donato anche un contributo
essenziale alla crescita e allo sviluppo del figlio.
Madre è non solo la donna che dà alla luce un bambino, ma colei
che lo alleva e lo educa; anzi, possiamo ben dire che il compito educativo è,
secondo il piano divino, il prolungamento naturale della procreazione.
Maria è Theotokos non solo perché ha generato e partorito il Figlio
di Dio, ma anche perché lo ha accompagnato nella sua crescita umana.
2. Si potrebbe pensare che Gesù, possedendo in sé la pienezza
della divinità, non abbia avuto bisogno di educatori. Ma il mistero dell'Incarnazione
ci rivela che il Figlio di Dio è venuto nel mondo in una condizione umana
del tutto simile alla nostra, eccetto il peccato (cf. Eb 4,15). Come avviene
per ogni essere umano, la crescita di Gesù, dall'infanzia fino all'età
adulta (cf. Lc 2,40), ha avuto bisogno dell'azione educativa dei genitori.
Il Vangelo di Luca, particolarmente attento al periodo dell'infanzia, narra
che Gesù a Nazareth era sottomesso a Giuseppe e a Maria (cf. Lc 2,51).
Tale [876] dipendenza ci mostra Gesù nella disposizione a ricevere, aperto
all'opera educativa di sua madre e di Giuseppe, che esercitavano il loro compito
anche in virtù della docilità da lui costantemente manifestata.
3. 1 doni speciali, di cui Dio aveva ricolmato Maria, la rendevano particolarmente
idonea a svolgere il compito di madre ed educatrice. Nelle concrete circostanze
di ogni giorno, Gesù poteva trovare in lei un modello da seguire e da
imitare, e un esempio di amore perfetto verso Dio e i fratelli.
Accanto alla presenza materna di Maria, Gesù poteva contare sulla figura
paterna di Giuseppe, uomo giusto (cf. Mt 1,19), che assicurava il necessario
equilibrio dell'azione educativa. Esercitando la funzione di padre, Giuseppe
ha cooperato con la sua sposa a rendere la casa di Nazareth un ambiente favorevole
alla crescita ed alla maturazione personale del Salvatore dell'umanità.
Iniziandolo, poi, al duro lavoro di carpentiere, Giuseppe ha permesso a Gesù
di inserirsi nel mondo del lavoro e nella vita sociale.
4. 1 pochi elementi, che il Vangelo offre, non ci consentono di conoscere
e valutare completamente le modalità dell'azione pedagogica di Maria
nei confronti del suo divin Figlio. Di certo è stata lei, insieme con
Giuseppe, ad introdurre Gesù nei riti e prescrizioni di Mosè,
nella preghiera al Dio dell'Alleanza mediante l'uso dei Salmi, nella storia
del popolo d'Israele centrata sull'esodo dall'Egitto. Da lei e da Giuseppe Gesù
ha imparato a frequentare la sinagoga ed a compiere l'annuale pellegrinaggio
a Gerusalemme per la Pasqua.
Guardando ai risultati, possiamo certamente dedurre che l'opera educativa di
Maria è stata molto incisiva e profonda e ha trovato nella psicologia
umana di Gesù un terreno molto fertile.
5. Il compito educativo di Maria, rivolto ad un figlio così singolare,
presenta alcune particolari caratteristiche rispetto al ruolo delle altre mamme.
Ella ha garantito soltanto le condizioni favorevoli perché potessero
realizzarsi i dinamismi ed i valori essenziali di una crescita, già [877] presenti
nel figlio. Ad esempio, l'assenza in Gesù di ogni forma di peccato esigeva
da Maria un orientamento sempre positivo, con l'esclusione di interventi correttivi
nei confronti di lui. Inoltre, se è stata la madre ad introdurre Gesù
nella cultura e nelle tradizioni del popolo d'Israele, sarà Lui a rivelare
fin dall'episodio del ritrovamento nel tempio la piena consapevolezza di essere
il Figlio di Dio, inviato ad irradiare la verità nel mondo seguendo esclusivamente
la volontà del Padre. Da «maestra» del suo figlio, Maria
diviene così l'umile discepola del divino Maestro da lei generato.
Rimane la grandezza del compito della Vergine Madre: dall'infanzia all'età
adulta, ella ha aiutato il figlio Gesù a crescere «in sapienza,
età e grazia» (Lc 2,52) e a formarsi alla sua missione.
Maria e Giuseppe emergono perciò come modelli di tutti gli educatori.
Essi li sostengono nelle grandi difficoltà che oggi incontra la famiglia
e mostrano loro il cammino per giungere ad una formazione incisiva ed efficace
dei figli.
La loro esperienza educatrice costituisce un punto di riferimento sicuro per
i genitori cristiani, chiamati, in condizioni sempre più complesse e
difficili, a porsi al servizio dello sviluppo integrale della persona dei loro
figli, perché vivano un'esistenza degna dell'uomo e corrispondente al
progetto di Dio.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/2 (1996) p. 875-877
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