Mercoledì 6 dicembre 1995
[1318] 1. Come ho già avuto modo di illustrare nelle precedenti catechesi,
il ruolo affidato dal disegno divino di salvezza a Maria illumina la vocazione
della donna nella vita della Chiesa e della società, definendone la differenza
rispetto all'uomo. Il modello costituito in Maria, infatti, mostra chiaramente
ciò che è specifico della personalità femminile.
In tempi recenti, alcune correnti del movimento femminista, nell'intento di
favorire l'emancipazione della donna. hanno mirato ad assimilarla in tutto all'uomo.
Ma l'intenzione divina manifestata nella creazione, pur volendo la donna uguale
all'uomo per dignità e valore, ne afferma nel contempo con chiarezza
la diversità e la specificità. L'identità della donna non
può consistere nell'essere una copia dell'uomo, essendo dotata di qualità
e prerogative proprie, che le conferiscono una sua autonoma peculiarità,
sempre da promuovere e da incoraggiare.
Queste prerogative e peculiarità della personalità femminile hanno
raggiunto in Maria il pieno sviluppo. La pienezza della grazia divina infatti
favoriva in lei ogni capacità naturale tipica della donna.
Il ruolo di Maria nell'opera della salvezza è totalmente dipendente da
quello di Cristo. Si tratta di una funzione unica, richiesta dal compimento
del mistero della Incamazione: la maternità di Maria era necessaria per
dare al mondo il Salvatore, vero Figlio di Dio, ma anche perfettamente uomo.
L'importanza della cooperazione della donna alla venuta di Cristo viene posta
in evidenza nell'iniziativa di Dio che, mediante l'angelo, comunica alla Vergine
di Nazaret il suo disegno di salvezza, affinché [1319] essa vi possa cooperare
in modo consapevole e libero, esprimendo il proprio consenso generoso.
Si realizza qui il modello più alto della collaborazione responsabile
della donna alla redenzione dell'uomo - di tutto l'uomo -, che costituisce
il riferimento trascendente per ogni affermazione sul ruolo e la funzione della
donna nella storia.
2. Nel realizzare tale sublime forma di cooperazione, Maria indica anche lo
stile attraverso il quale la donna deve concretizzare la sua missione.
Di fronte all'annuncio dell'angelo, la Vergine non manifesta alcun atteggiamento
di orgogliosa rivendicazione, né intende soddisfare personali ambizioni.
Luca ce la presenta desiderosa soltanto di offrire il suo umile servizio con
totale e fiduciosa disponibilità al disegno divino di salvezza. È questo
il senso della risposta: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga
di me quello che hai detto» (Lc 1,38).
Non si tratta infatti di un'accoglienza, puramente passiva, dal momento che il
suo consenso viene dato solo dopo aver manifestato la difficoltà che
nasce dal suo proposito di verginità, ispirato dalla volontà di
appartenere più integralmente al Signore.
Ricevuta la risposta dell'angelo, Maria esprime immediatamente la sua disponibilità,
conservando un atteggiamento di umile servizio.
È l'umile, prezioso servizio che tante donne, sull'esempio di Maria,
hanno offerto e continuano ad offrire nella Chiesa per lo sviluppo del regno
di Cristo.
3. La figura di Maria ricorda alle donne di oggi il valore della maternità.
Non sempre nel mondo contemporaneo si dà a tale valore l'opportuno ed
equilibrato rilievo. In alcuni casi, la necessità del lavoro femminile
per provvedere alle accresciute esigenze della famiglia e un erroneo concetto
di libertà, che vede nella cura dei figli un ostacolo alla autonomia
ed alle possibilità di affermazione della donna, hanno offuscato il significato
della maternità per lo sviluppo della personalità femminile. In
altri casi, al contrario, l'aspetto della generazione biologi[1320]ca diventa talmente
rilevante da porre in ombra le altre significative possibilità che la
donna ha di esprimere la sua innata vocazione ad essere madre.
In Maria, ci è dato di capire il vero significato della maternità
che, all'interno del disegno divino di salvezza, raggiunge la sua dimensione
più alta. Per lei l'essere madre non solo dona alla personalità
femminile, fondamentalmente orientata verso il dono della vita, il suo pieno
sviluppo, ma costituisce, altresì, una risposta di fede alla vocazione
propria della donna, che assume il suo valore più vero solo alla luce
dell'alleanza con Dio.1
4. Guardando attentamente a Maria, noi scopriamo in lei anche il modello della
verginità vissuta per il Regno.
Vergine per eccellenza, nel suo cuore ella ha maturato il desiderio di vivere
in tale stato per raggiungere una intimità sempre più profonda
con Dio.
Per le donne chiamate alla castità verginale, Maria, rivelando l'alto
significato di così speciale vocazione, attira l'attenzione sulla fecondità
spirituale che essa comporta nel piano divino: una maternità di ordine
superiore, una maternità secondo lo Spirito.2
Il cuore materno di Maria, aperto a tutte le miserie umane, ricorda altresì
alle donne che lo sviluppo della personalità femminile richiede l'impegno
nella carità. Più sensibile ai valori del cuore, la donna mostra
un'alta capacità di dono personale.
A quanti, nella nostra epoca, propongono modelli egoistici per l'affermazione
della personalità femminile, la figura luminosa e santa della Madre del
Signore mostra come solo nel donarsi e nel dimenticarsi per gli altri è
possibile raggiungere la realizzazione autentica del progetto divino sulla propria
vita.
La presenza di Maria, pertanto, incoraggia nelle donne i sentimenti di misericordia
e di solidarietà per le situazioni umane dolorose, e suscita la volontà
di alleviare le pene di coloro che soffrono: i poveri, gli infermi e quanti
hanno bisogno di soccorso.
[1321] In virtù del particolare legame con Maria, la donna nel corso della storia
ha rappresentato spesso la vicinanza di Dio alle attese di bontà e di
tenerezza dell'umanità ferita dall'odio e dal peccato, seminando nel
mondo i germi di una civiltà che sa rispondere alla violenza con l'amore.
NOTE
1 Cf. Giovanni Paolo II,
Lett. ap. Mulieris dignitatem, 19.
2 Cf. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris
dignitatem, 21.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321
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